Silvi è un comune di 14.376 abitanti della provincia di Teramo in Abruzzo.
Sul nome di Silvi due opinioni dividono gli storici, la prima vuole il nome derivare da Silvae, per l'abbondanza di boschi e la seconda dal nome del Dio Silvano, antico nome delle foreste. Nasce come piccolo borgo collinare protetto da mura per difendersi dalle invasioni provenienti dal mare. Troppo piccolo per una storia antica propria seguì nel bene e nel male le vicende della vicina Atri. Questa antica città conobbe il predominio di Roma, di cui fu fedele alleata mentre Silvi fu sempre feudo di Atri. Insieme conobbero il dominio dei tanti invasori nel Medio Evo. Fu Silvi sentinella di Atri per lunghi secoli e la Torre di Cerrano fortificata sulla spiaggia fu l'avamposto dotato di presidio militare permanente. Soffrì le frequenti invasioni dei corsari turchi che sbarcavano di notte sulla costa e risalivano la collina depredando e catturando i poveri abitanti che finivano in schiavitù. Alla fine del XV secolo la popolazione di Silvi era ridotta a pochi residenti e allora il Re Ferdinando il Cattolico pensò di ripopolare il paese con l'immigrazione di molte famiglie cristiane. Solo con l'arrivo di Napoleone Buonaparte, che abolì i privilegi feudali (agosto 1806) cessò la sudditanza di Silvi che ebbe, da allora, il suo primo sindaco. Nuova spinta e vigore verrà dall'inaugurazione della stazione ferroviaria (1863), il treno porterà i primi villeggianti nella stazione balneare.
Oggi Silvi Marina appare come una lunga successione di abitazioni, una spiaggia lunga cinque chilometri, gli abitanti residenti oltre 15.000.
Da citare il Ciancialone,tradizione nata nel XVI secolo, legata alle vicende dei predoni turchi. Si festeggia l'ultima domenica di maggio ed impegna tutto il paese nell'allestimento di un grosso cilindro costituito di canne legate tra loro, alto fino a dieci metri. Issato verticalmente nella piazza principale ed acceso richiama attorno una folla festante che danza e fa baldoria fino ad esaurimento del ciancialone.
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