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San Salvo è un comune di 17.348 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo.
Le vicende più remote di San Salvo risalgono sicuramente alla preistoria ma la sua origine sembra che si possa far risalire ai secoli XI-XII ad opera della colonizzazione monastica Benedettina.
Tracce significative della presenza degli antichi italici (VI-VII secolo a.C.), si evidenziano in diverse, piccole necropoli o altre aree archeologiche intorno il paese. Le sue antiche origini e le tradizioni culturali arricchiscono le strade del centro storico.
La chiesa di San Giuseppe rappresenta il monumento principale del centro storico cittadino.
La memoria storica di San Salvo trova ospitalità nel museo "Casa della Cultura", dove si possono ammirare i reperti di epoca romana e medioevale della città antica. Si tratta di corredi funerari con vasellame, armature, oggetti di ornamento, armi, statuette bronzee rare pregevoli, testine votive in terracotta.
Nel periodo successivo al 1000 è stato senza dubbio determinante l'insediamento (1257 circa) dell'Abbazia cistercense. I monaci cistercensi, autori di una intensa, entusiasmante fase di bonifica e messa a coltura dei terreni acquitrinosi o boschivi, divennero i protagonisti di una sensibile ripresa economica (XIII-XV secolo) del borgo di San Salvo. L'abazzia, decaduta nel XV secolo, venne poi affidata a degli abati commendatari, che la governarono da lontano fino alla seconda metà del Settecento.
Il comune rientra nel tratto di costa adriatica denominata Costa dei Trabocchi. I Comuni che ne fanno parte sono Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chetino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo. Tutti questi sono comuni sono nella provincia di Chieti (CH) in Abruzzo. Il nome trabocchi deriva dalla presenza dei caratteristici attrezzi per la pesca presenti lungo il litorale, delle costruzioni in legno costruite in corrispondenza di prominenze costiere, costituiti di una piattaforma protesa sul mare ancorata alla roccia da grossi tronchi di pino d'aleppo, dalla quale si allungano, sospesi a qualche metro dall'acqua, due (o più) lunghi bracci, detti antenne, che sostengono un'enorme rete a maglie strette detta trabocchetto.
N.B. Testi tratti dall'Enciclopedia Libera
Wikipedia.
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