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Lanciano è un comune di 36.228 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo.
Il centro cittadino è situato a 265 m slm, ma l'altitudine del suo territorio varia da 33 m (contrada Serre, vicino al fiume Sangro) a 410 m (frazione San Nicolino, al confine con Castel Frentano). Il territorio del Comune di Lanciano si situa in quella fascia di colline che dalle pendici della Majella digrada verso il mare. Verso sud, arriva a confinare col fiume Sangro. Inoltre, è attraversato dal torrente Feltrino, che scorre poco a nord del centro storico. Quest'ultimo è arroccato su tre colli (Erminio, Petroso e Selva), mentre lo sviluppo successivo è avvenuto sui terreni prevalentemente pianeggianti a sud di questi. Le origini di Lanciano affondano nel mito.
Secondo la leggenda Lanciano fu fondata nel 1181 a.C. col nome di Anxanon o Anxia (dal nome di un compagno morto in guerra)da Solimo, profugo troiano approdato in Italia insieme ad Enea. Secondo la storiografia tradizionale la datazione potrebbe essere verosimile: infatti, alcuni ritrovamenti archeologici dimostrerebbero che il sito di Lanciano è stato abitato con continuità dal XII secolo a.C..
Oggi Lanciano è sede di un complesso fieristico di rilevanza nazionale ed è il punto di riferimento commerciale per tutto il suo comprensorio (ingrosso e grande distribuzione organizzata). Negli anni Settanta, in Val di Sangro sono stati costruiti alcuni grandi insediamenti industriali (Fiat, Honda, Piaggio, ecc.) che hanno portato anche allo sviluppo di un folto indotto di piccole e medie imprese specializzate. Grazie a questi investimenti, la Val di Sangro è diventata la prima zona industriale d'Abruzzo.
Non va trascurato il ruolo dei settori tradizionali lancianesi: l'agricoltura e l'artigianato. La prima si basa sulla coltivazione di ulivi e vigne, da cui deriva una buona produzione di olio e vino. Il secondo sta ritornando in auge soprattutto per quanto riguarda le terrecotte, un settore in cui Lanciano vanta una tradizione secolare.
Ricordiamo monumenti ed edifici storici di rilevanza come:
- La Basilica della Madonna del Ponte (Cattedrale) Si chiama così perché è costruita su un ponte a tre archi (il Ponte di Diocleziano). Nel 1088, restaurando il Ponte dopo un terremoto, si ritrovò un'antica statua della Madonna col Bambino: l'evento, ritenuto miracoloso, portò a ribattezzare questa icona Madonna del Ponte e fu costruita una cappella per custodirla sul ponte stesso.
- Santa Maria Maggiore: è ritenuto uno dei monumenti più importanti d'Abruzzo. Costruita nel 1227 secondo i dettami dell'architettura borgognona-cistercense, nel 1540 fu ampiamente rimaneggiata secondo il gusto barocco (con l'aggiunta di due navate e di stucchi e decorazioni). Nel 1968 un restauro la riportò alla struttura originaria. Sono artisticamente notevoli la facciata, il portale principale (aggiunto nel 1317) ed il piccolo portale laterale. L'interno è stato ripristinato alla semplicità delle linee del gotico borgognone, con tre navate divise da colonne agili e sormontate da volte a crociera.
- San Francesco: questa chiesa fu edificata nel 1258 al posto di una precedente, risalente al VII secolo e dedicata ai Santi Legonziano e Domiziano. L'interno è stato recentemente ripulito dai rimaneggiamenti barocchi ed è tornato alla pulizia delle linee originarie. Sull'altare maggiore si possono vedere le reliquie del Miracolo Eucaristico. - San Nicola di Bari: fu costruita nel XIV secolo.
- Sant'Agostino: chiesa edificata nel 1270. La facciata conserva il portale ed il rosone originali, mentre l'interno, ad una sola navata, è stato rimaneggiato in epoca barocca (XVII secolo). San Biagio: è la chiesa più antica della città: risale, probabilmente, al 1059. Di impianto romanico, è caratterizzata dalla semplicità delle decorazioni. Il campanile è di epoca successiva (1340).
- Botteghe medioevali: Rappresentano l'edificio per uso civile più antico della città. È una casa su due piani: al piano terra (tuttora adibito a negozio) presenta due portoni, uno ogivale e l'altro con architrave. Una lapide ricorda Nicolaus Rubeus me fecit... e testimonia l'anno di costruzione: 1434. Palazzo dell'Arcivescovado
- Porta San Biagio: Risale all'XI secolo. È l'ultima superstite delle nove porte che facevano parte della cinta muraria della città, che fu abbattuta all'inizio del XX secolo per favorire l'espansione urbana. Arroccata su di un costone molto ripido, è dotata di una luce di dimensioni ridotte sormontata da un arco a sesto acuto.
- Teatro Comunale "F. Fenaroli" : Fu edificato nel 1842. La facciata è in stile neoclassico: vi spicca un portico retto da quattro grandi colonne doriche. Dopo un lungo restauro, da alcuni anni è di nuovo agibile e vi si tengono gli spettacoli della stagione teatrale della città.
- Torri Montanare: Sono un residuo dell'antica cinta muraria (XI secolo). Il nome deriva dalla presenza di due torri vicine tra loro (un massiccio torrione angolare esterno ed una torre d'avvistamento alta e snella, interna alle mura.
- Museo Civico
- Museo Diocesano
- Casa-museo di Federico Spoltore: è la casa natale del pittore Federico Spoltore, in cui questi trascorse anche gli ultimi anni della sua vita. Raccoglie varie opere dell'artista ed una quantità di "cimeli" antichi.
Importanza di rilevanza mondiale, per tutti i cattolici, i miracoli eucaristici:
Intorno al 700, a Lanciano si è verificato il primo Miracolo Eucaristico che la storia della Chiesa Cattolica ricordi. Il racconto ci è stato tramandato da una pergamena del XV secolo. Si narra che, durante una funzione religiosa nella chiesa dei Santi Legonziano e Domiziano, il monaco basiliano che officiava il rito dubitò della presenza di Cristo nell'eucarestia. Accadde allora che l'ostia divenne carne ed il vino si tramutò in sangue. Le reliquie del Miracolo sono conservate nella chiesa di San Francesco, sorta nell'XI secolo sul luogo di quella in cui avvennero i fatti. L'ostia di carne ed il calice con i cinque grumi in cui si è rappreso il sangue sono oggetto di pellegrinaggio da parte di centinaia di migliaia di persone ogni anno. Queste reliquie sono state analizzate più volte da autorevoli scienziati e gli ultimi esami risalgono al 1970 (risulta che l'ostia è di vera carne umana (tessuto del miocardio) ed il sangue è anch'esso vero sangue umano. Inoltre, entrambi appartengono al gruppo AB. Ma il dato più sorprendente, di fronte al quale la scienza non è riuscita a dare spiegazioni, è la perfetta conservazione della carne e del sangue dopo dodici secoli di esposizione all'aria aperta.
Il racconto riguardo il secondo Miracolo Eucaristico di Lanciano è leggendario, ma le Sacre Reliquie esistono e si trovano in parte a Lanciano e in parte nella chiesa di Sant'Agostino ad Offida (nelle Marche). Nel 1273, in una stalla che si trovava nello stesso punto dove c'è l'attuale chiesa di Santa Croce nel quartiere di Lanciano vecchia, una donna chiamata Ricciarella voleva riconquistare l'amore del marito e si era rivolta ad una fattucchiera ebrea che le aveva consigliato di mettere un'ostia consacrata sul fuoco per ricavarne una pozione erotica. Ciò fu fatto ma, improvvisamente, l'ostia si tramutò in carne e sangue, e ciò spiega il perché i lancianesi siano anche chiamati 'frijacriste'. Ricciarella tenne nascoste le Sante Reliquie per breve tempo e si meravigliava ogni volta che i cavalli s'inginocchiavano all'entrata della stalla. Finalmente rivelò ogni cosa al parroco della vicina chiesa di Sant'Agostino, Jacopo Diotallevi, che portò le reliquie in chiesa.
Ogni 3 maggio vengono commerate le reliquie eucaristiche con una gran festa religiosa.
Tradizioni della Pasqua lancianese:
- I sepolcri
- La processione del Venerdì Santo
- L'incontro dei Santi
Il Settembre Lancianese
Sant'Egidio
Il Mastrogiurato
Il Dono
Da menzionare la Festa de "La Squilla"