Sulmona è un comune di 25.149 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo.
Gli antichi scrittori, tra i quali Ovidio e Silio Italico, concordano sulla remota orgine di Sulmona, ricollegabile alla distruzione di Troia.
Il nome della città deriverebbe infatti da Solimo, uno dei compagni di Enea.
Le prime notizie storiche, però, ci giungono da Tito Livio che cita l'oppidum italico e narra come la città, nonstante le battaglie perse del Trasimeno e di Canne, rimase fedele a Roma chiudendo le proprie porte ad Annibale. Sulle alture del monte Mitra si hanno testimonianze archeologiche dell'"oppidum", uno degli insediamenti fortificati più grandi dell'Italia centrale.
La Valle peligna, sede della vera e propria "urbs" deriva il suo nome dal greco "peline" fangoso, limaccioso. Infatti, in età preistorica, la conca di Sulmona era occupata da un vastissimo lago; in seguito a disastrosi terremoti la barriera di roccia che ostruiva il passaggio verso il mare dell'acqua crollò: in compenso il terreno rimase fangoso e fertile.
Ma la data storica per Sulmona è il 43 AC, anno di nascita dell'illustre poeta latino Publio Ovidio Nasone, il cantore dell'amore e delle Metamorfosi, poi esiliato a Tomi, in Romania dall'imperatore Augusto. Dalle iniziali del celebre emistichio "Sulmo Mihi Patria Est" la città ha preso le iniziali del suo stemma: SMPE.
Le tracce della Sulmona romana sono riemerse dagli scavi nel tempio di Ercole curino, posto ai piedi del monte Morrone in cui, secondo un'antica leggenda, vi sarebbero i resti della villa di Ovidio.
Le ricerche hanno portato alla luce una copia in bronzo rappresentante l'Ercole in riposo, oggi custodito nel museo archeologico di Chieti. Si tratta di un bronzetto, dono di un mercante, databile intorno al III secolo AC, rappresentante l'eroe appoggiato col braccio sinistro sulla clava da cui pende una pelle di leone: viene considerato uno dei capolavori della piccola plastica antica.
Oltre all'Ercole, sono stati ritrovati materiali architettonici e immagini votive.
Durante il regno di Federico II si ebbe la costruzione di eccezionali opere civili, come l'acquedotto medioevale, uno dei monumenti dell'epoca più importanti dell'Abruzzo.
Alla fine del 1200 Sulmona seguì da vicino la vicenda dell'unico papa dimissionario, fra' Pietro da Morrone, meglio conosciuto come papa Celestino V. Oltre alla vicenda più nota bisogna ricordare l'istituzione a Sulmona della congregazione monastica degli eremiti di San Damiano, poi detti Celestiniani.
La cella di Celestino V è ancora visitabile nel vicino Eremo di Sant'Onofrio.
Nel XIV secolo la città triplicò la sua superficie e si cinse di una seconda cerchia di mura e di ben sei porte. Sempre in questo secolo si costruì il palazzo dell'Annunziata, dapprima asilo per orfani, poi ospedale e oggi uno dei simboli della città.
Nel corso del XVI secolo nacque la Scuola Orafa Sulmonese, i cui manufatti esponevano il marchio SUL. Si ebbe la nascita dell'industria della carta e furono impiantati vari opifici lungo il fiume Gizio. Anche il commercio ebbe una notevole crescita, grazie al mercato di stoffe preziose (la seta sermontina).
Venne innalzato, inoltre, il campanile dell'Annunziata che è ancora oggi la costruzione più alta della città, con i suoi 65.5 metri.
Alla fine del secolo, infine, fu introdotta l'arte della stampa, grazie al letterato e studioso ovidiano Ercole Ciofano. Vennero edite le opere di Ovidio e pubblicati i capitoli della giostra cavalleresca.
Nel 1656 fu anche dismessa, per mancanza dei cavalieri nonchè per la terribile peste, la celebre Giostra Cavalleresca che si teneva due volte l'anno: la manifestazione è rinata nel 1995 e si ripete annualmente.
Ma il seicento fu anche il secolo in cui le chiese sulmonesi vennero dotate degli organi di tipo italiano, opera di organari locali, tra i quali Marino e Vincenzo da Sulmona, che realizzarono in San Pietro a Roma l'organo della cappella gregoriana.
Il novecento è stato caratterizzato da periodi di alterna fortuna, tra i quali vale la pena ricordare la costruzione nel 1950 del teatro comunale, la ricostruzione dello storico cinema Pacifico e il passaggio del giro d'Italia nel 1911 e nel 1992, quando fu sede di traguardo di tappa.
Durante la seconda guerra mondiale Sulmona subì gravissimi danni e vista la sua posizione al ridosso della linea Gustav, vide lo spopolamento di tutta la zona sud (dalla Majella occidentale alla zona dell'alto Sangro). Inoltre la città venne bombardata con particolare violenza in quanto nodo viario e ferrioviario strategico per l'intero.
Nonostante tutte le avversità si colgono i primi segni di rinascita a partire dalla visita del primo presidente della repubblica De Nicola nel novembre del 1946. Inoltre venne ricostruita una zona della città completamente distrutta e ricostituito l'Archivio di Stato, sottratto dal regime fascista per vendicarsi di una rivolta popolare del 1929.
Il comune ospita la sede della Comunità Montana Peligna istituita con la Legge Regionale 30 dicembre 1975, n. 66 della Regione Abruzzo, che ne ha approvato lo statuto. Essa comprende 16 comuni della Provincia dell'Aquila. Ne fanno parte Anversa degli Abruzzi, Bugnara, Campo di Giove, Cansano, Cocullo, Corfinio, Introdacqua, Pacentro, Pettorano sul Gizio, Pratola Peligna, Prezza, Raiano, Roccacasale, Scanno, Villalago e Vittorito.
Il comune fa parte del Parco Nazionale della Majella e la sede dell'ente Parco Nazionale della Majella istituito con D.P.R. del 5 giugno 1995 è a Guardiagrele (CH). Fanno parte del Parco Nazionale della Majella i comuni di Civitella Messer Raimondo, Fara San Martino, Gamberale, Guardiagrele, Lama dei Peligni, Lettopalena, Montenerodomo, Palena, Palombaro, Pennapiedimonte, Pizzoferrato, Pretoro, Rapino, Taranta Peligna, Ateleta, Campo di Giove, Cansano, Corfinio, Pacentro, Pescocostanzo, Pettorano sul Gizio, Pratola Peligna, Rivisondoli, Rocca Pia, Roccacasale, Roccaraso, Sulmona, Abbateggio, Bolognano, Caramanico Terme, Lettomanoppello, Manoppello, Popoli, Roccamorice, Salle, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Sant'Eufemia a Maiella, Serramonacesca, Tocco da Casauria.
N.B. Testi tratti dall'Enciclopedia Libera
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