Pratola Peligna è un comune di 7.815 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo.
Il primo documento in cui compare la dicitura "in loco Pratulae" è un contratto agrario del 997 riportato nel Chronicon Volturnensis che pur non riferendosi ad un centro abitato attesta l'esistenza di quello che diverrà in seguito il vero e proprio paese.
Il comune di Pratola Peligna è situato nella Conca Peligna. Il territorio comunale si estende per circa due terzi su una pianura di tipo alluvionale, per il resto in zona montuosa, arrivando fino alla sommità della dorsale del monte Morrone. La zona è attraversata dal fiume Sagittario e da alcuni torrenti stagionali, alimentati dalle numerose sorgenti poste lungo l'asta fluviale. Il centro abitato sorge sulla riva sinistra del fiume principale. A Pratola la tradizione vinicola è sempre stata di buon livello, svariate cantine private e cooperative di viticoltori producono degli ottimi vini.
Le tradizioni gastronomiche del paese discendono da una cucina contadina e genuina, rinomati sono i fagioli di Pratola, "poverelli" e "cannellini", che costituiscono l'ingrediente base di numerosi piatti tipici. Il pranzo della vigilia di Natale è particolarmente caratteristico: costituito da Le sette minestre esso è composto da sette portate cucinate molto semplicemente con prodotti locali, minestra di lenticchie, minestra di ceci, spaghetti al sugo di trota o di tinca, pesce utilizzato per il sugo, baccalà, cavoli lessi, scrippelle salate in sostituzione del pane. Il piatto tipico della Domenica delle Palme è la sagna riccia con la ricotta, reginelle secche condite con ricotta di pecora e ragù di agnello. Ricca è anche la produzione di dolci: degni di nota sono le pizzelle, i ceciripieni (fagottini a mezzaluna con ripieno di passata di ceci, mosto cotto, cioccolato e canditi), la Pizza di Carnevale e la pizza di Pasqua.
Secondo la leggenda durante la terribile peste del 1456 un contadino sognò la Madonna liberatrice che gli annunciò la fine dell'epidemia. Svegliatosi l'uomo scorse tra le macerie della chiesetta dove si era rifugiato un quadro raffigurante la Vergine ed esclamò: Madonna, liberaci! Il quadro, trasportato al paese, venne posto all'interno di una nuova chiesa costruita dalla popolazione scampata alla malattia, ormai debellata.
Da allora la chiesa dedicata alla Madonna della Libera e la sua icona sono oggetto di una venerazione particolare, che porta molti fedeli, anche provenienti da altri paesi al santuario per compiere riti purificatori e pregare la Vergine.
La festa si celebra ogni anno la prima domenica di Maggio secondo un calendario oramai tradizionale ed immutato nel tempo.
Il Sabato avviene l'esposizione della Madonna la cui statua collocata dentro il tempietto dell'altare viene fatta avanzare meccanicamente verso la navata centrale.
La domenica è festa grande e tradizionalmente avviene in tale giorno la grande processione per le vie del paese. Ai festeggiamenti religiosi si accompagnano anche i festeggiamenti civili e ludici in particolar modo durante l'Ottavario ossia durante il fine settimana seguente la prima domenica di Maggio. L'affluenza di forestieri è talmente grande che durante i giorni di festa le strade del centro sono strabordanti di gente tanto che risulta perfino difficile passeggiare.
Sono luoghi rilevanti a livello culturale:
il Centro Storico cosidetto "dentro la terra" perchè per accedervi bisogna passare l'Arco d'Angiò, segnato con lo stemma celestiniano (serpente attorcigliato alla Croce) arrivando nella piazzetta di San Pietro Celestino cuore dell'antico borgo medievale.
Le Chiese di San Pietro Celestino e della SS. Trinità con portali del XVI e XVIII secolo che custodisce all'interno la pala d'altare e la fonte battesimale cinquecenteschi.
Il santuario della Madonna della Libera (sec.XIX, fondazione sec.XVI). Nel santuario sono esposti l'affresco miracoloso della Madonna della Libera (sec.XV) e la statua devozionale della Madonna opera dei frati dell'Abbazia Celestiniana consacrata il 3 maggio 1741. All'interno sono anche presenti importanti affreschi di teofilo Patini (sec.XIX) e di suoi allievi.
Palazzo De Petris (sec.XVI)
Palazzetto Campana (sec.XVII)
Palazzo Colella Santoro (inizi sec.XX)
Palazzo Di Prospero (fine sec.XIX)
La chiesa di San Rocco (sec.XX, fondazione sec.XVI) con decorazioni in stucco della facciata dei fratelli Feneziani (inizi sec.XX)
Le fontane di Piazza Madonna della Libera e di Piazza Garibaldi, l'una in pietra e ghisa l'altra in pietra e lega metallica, entrambe collocate nel 1892 in occasione dell'apertura dell'acquedotto comunale.
Il Museo della Civiltà Contadina, inaugurato nel 1995 negli ambienti del Vecchio Mulino dei Celestini
Il Cinema Teatro D'Andrea inaugurato nel 1929 e finito di restaurare nel 2005.
La chiesa della Madonna della Pietà (sec.XVI)
La chiesa della Madonna delle Grazie (sec.XVI)
Le ultime due chiesette citate sono attigue e vengono considerate monumento nazionale. Al loro interno vi sono interessanti affreschi ed un importante "Compianto fittile" del cinquecento.
Il comune fa parte della Comunità Montana Peligna istituita con la Legge Regionale 30 dicembre 1975, n. 66 della Regione Abruzzo, che ne ha approvato lo statuto. Essa comprende 16 comuni della Provincia dell'Aquila ed ha sede nel comune di Sulmona. Ne fanno parte Anversa degli Abruzzi, Bugnara, Campo di Giove, Cansano, Cocullo, Corfinio, Introdacqua, Pacentro, Pettorano sul Gizio, Pratola Peligna, Prezza, Raiano, Roccacasale, Scanno, Villalago e Vittorito.
Il comune fa parte del Parco Nazionale della Majella e la sede dell'ente Parco Nazionale della Majella istituito con D.P.R. del 5 giugno 1995 è a Guardiagrele (CH). Fanno parte del Parco Nazionale della Majella i comuni di Civitella Messer Raimondo, Fara San Martino, Gamberale, Guardiagrele, Lama dei Peligni, Lettopalena, Montenerodomo, Palena, Palombaro, Pennapiedimonte, Pizzoferrato, Pretoro, Rapino, Taranta Peligna, Ateleta, Campo di Giove, Cansano, Corfinio, Pacentro, Pescocostanzo, Pettorano sul Gizio, Pratola Peligna, Rivisondoli, Rocca Pia, Roccacasale, Roccaraso, Sulmona, Abbateggio, Bolognano, Caramanico Terme, Lettomanoppello, Manoppello, Popoli, Roccamorice, Salle, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Sant'Eufemia a Maiella, Serramonacesca, Tocco da Casauria.