Opi è un comune di 460 abitanti della provincia del
l'Aquila in
Abruzzo.
Il comune fa parte
del comprensorio montano dell'Alto Sangro e altopiano delle cinque miglia. Comprensorio ad alta valenza turistica che comprende le maggiori località sciistiche del centro-sud Italia,
Pescocostanzo,
Rivisondoli e
Roccaraso, oltre a diversi altri comuni di alto interesse naturalistico come
Alfedena,
Ateleta,
Barrea,
Castel di Sangro,
Civitella Alfedena,
Opi,
Pescasseroli,
Rocca Pia,
Scontrone,
Villetta Barrea.
Situato in uno splendido anfiteatro naturale per la presenza di splendidi boschi,
Opi mantiene i caratteri di antico borgo medievalewrite here. Da vedere c'è il palazzo del Seicento sede del Municipio, la maestosa torre campanaria medievale della
chiesa di Santa Maria Assunta (XII secolo), la
cappella barocca di San Giovanni Battista. Da non perdere è poi il
Museo del Camoscio, dovuto alla collaborazione del
Parco Nazionale d'Abruzzo. La presenza di un centro fortificato che permetteva di sorvegliare il valico di Forca d'Acero, fa ritenere che le origini di Opi sono da far risalire all'epoca preromana. Intorno al Mille il borgo assunse l'attuale conformazione; anticamente feudo dei Di Sangro e dei D'Aquino, nel tardo Settecento divenne baronia della famiglia Serafini di Scanno. Vari terremoti hanno più volte danneggiato il centro.
Il comune fa parte del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise istituito nel 1923. Quest'ultimo per circa ¾ è sulla provincia dell'Aquila in Abruzzo e per il rimanente in quella di Frosinone nel Lazio ed in quella di Isernia nel Molise. La direzione del parco è a Pescasseroli (AQ).
Il Parco interessa 25 comuni distribuiti nelle tre province di Frosinone, Isernia e L'Aquila. Nella provincia dell'Aquila sono interessati i comuni di
Alfedena,
Barrea,
Bisegna,
Civitella Alfedena,
Gioia dei Marsi,
Lecce nei Marsi,
Opi,
Ortona dei Marsi,
Pescasseroli,
Scanno,
Villavallelonga,
Villetta Barrea.
Il
Parco nazionale d'Abruzzo è il più antico parco degli
Appennini ed ha avuto un ruolo importante nella conservazione di alcune tra le specie faunistiche italiane più importanti:
lupo,
camoscio d'Abruzzo ed
orso bruno marsicano. È ricoperto da boschi di faggio per circa due terzi della sua superficie. A quote superiori, nelle pietraie, crescono i pini mugo, altrimenti pochissimo diffusi negli Appennini. Altra fauna caratteristica del parco comprende il
cervo, il
capriolo, il
cinghiale ed il
picchio di Lilford.