Lecce nei Marsi è un comune di 1.749 abitanti della provincia del
l'Aquila in
Abruzzo.
Immerso nella conca del fucino, l'attuale abitato è stato ricostruito dopo il terremoto del 1915; a breve distanza dal paese, inoltre, si possono vedere le suggestive rovine di Lecce Vecchio (abbandonato a partire dal 1816) e di Serre. Con ogni probabilità
Lecce dei Marsi nel Quattrocento diede i natali al pittore
Andrea Delitio. Di origine altomedievale, sul suo territorio sono stati rinvenuti antichi insediamenti marsi. Feudo dell'
abbazia di Santa Maria della Vittoria (
Scurcola Marsicana), nel XV secolo passò ai Colonna ed in seguito agli Sforza Cabrera Bodavilla (XVIII secolo).
Il comune fa parte della
Comunità Montana Valle del Giovenco istituita con la Legge Regionale 14 settembre 1976, n. 58 della
Regione Abruzzo, che ne ha approvato lo statuto. Essa comprende 10 comuni della Provincia del
l'Aquila ed ha sede nel comune di
Pescina. Vi appartengono i comuni di
Aielli,
Bisegna,
Cerchio,
Collarmele,
Gioia dei Marsi,
Lecce nei Marsi,
Ortona dei Marsi,
Ortucchio,
Pescina,
San Benedetto dei Marsi.
Il comune fa parte del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise istituito nel 1923. Quest'ultimo per circa ¾ è sulla provincia dell'Aquila in Abruzzo e per il rimanente in quella di Frosinone nel Lazio ed in quella di Isernia nel Molise. La direzione del parco è a Pescasseroli (AQ).
Il Parco interessa 25 comuni distribuiti nelle tre province di Frosinone, Isernia e L'Aquila. Nella provincia dell'Aquila sono interessati i comuni di
Alfedena,
Barrea,
Bisegna,
Civitella Alfedena,
Gioia dei Marsi,
Lecce nei Marsi,
Opi,
Ortona dei Marsi,
Pescasseroli,
Scanno,
Villavallelonga,
Villetta Barrea.
Il
Parco nazionale d'Abruzzo è il più antico parco degli
Appennini ed ha avuto un ruolo importante nella conservazione di alcune tra le specie faunistiche italiane più importanti:
lupo,
camoscio d'Abruzzo ed
orso bruno marsicano. È ricoperto da boschi di faggio per circa due terzi della sua superficie. A quote superiori, nelle pietraie, crescono i pini mugo, altrimenti pochissimo diffusi negli Appennini. Altra fauna caratteristica del parco comprende il
cervo, il
capriolo, il
cinghiale ed il
picchio di Lilford.